venerdì 27 giugno 2014
Vamos...
Sulle note della Orquesta Tipica Fernandez Fierro (chiedo scusa per la omissione degli accenti dovuti) riprendo le cronache con i miei tipici ritardi. Sarà che son un puntuale cronico nella vita reale che, come sfogo sicuramente, ho queste mancanze nel mondo virtuale.
Tra un mesetto nasce nostro figlio. Si chiama Vicente Libero! Abbiam comprato una macchina. Una vecchia 147, la corrispondente della 127 in Italia. Qui però han continuato a fabbricarle per più tempo ed il mio modello è anche abbastanza sportivo. Inutile dire che ho dovuto prendere la patente.
Qui nella Matanza è tutto molto spiccio, almeno per quanto riguarda questo genere di pratica, normalmente è una vera Odissea che, per ragioni di decenza ed evidenti intoppi dificilmente sturabili causa burocrazia serrata e delirica, si risolvono a voce. Diciamo che si sistema con mutua partecipazione se si sa come fare, e non è così scontato. Per fare un esempio, quando fummo a fare il passaggio di proprietà che, ovviamente si paga in base al valore di acquisto dell'auto usato, valore che uno può aggiustare come vuole d'accordo col venditore una volta iniziata la pratica. Ossia si può far figurare che il prezzo d'acquisto fu un 30% meno al fine di pagare meno tasse tanto non richiedono nessuna ricevuta, comunque dicevo, al momento di ritirare la Cedula Verde che è un cartellino che certifica chi è l'effettivo fruitore dell'auto nonchè autorizzato legalmente all'uso, cedula che, viene consegnata in secondo luogo dopo aver sbrigato la prima parte delle pratiche dove si consegna la vecchia, almeno per me, un calvario durato quattro ore per operazioni che, di tempo effettivo diciamolo con chiarezza e sincerità, ti portano via il tempo di una colazione con brioche e cappuccino? Non credo, mettiamo che ci fosse tanta gente, mettiamo quello che si vuole, mi è parso ad ogni modo abbastanza assurdo eppure neanche tanto strano considerando gli standard e specialmente quelli di San Justo.
Tornando a noi, vado perchè mi diano la cedula e salta fuori che c'era una ipotetica Cedula Azul (cedula che prevede l'aggiunta di un'altra persona all'uso dell'auto) non consegnata al momento di consegnare per l'appunto la cedula vecchia. Cedula che nemmeno la proprietaria sapeva esistesse (la trovò come un mese dopo in casa sua sperduta in chissà quale angolo o cassetto) e che, senza di essa non si poteva terminare la pratica. Morale della favola già che c'era da risolvere il pagamento sospeso di vecchie multe e nel frattempo che l'impiegata verificava se si poteva trovare una soluzione per sopperire a questa imprescindibile mancanza la proprietaria giustamente le disse se si poteva almeno pagare la multa, già che ella doveva andarsene restando con la faccenda della cedula posticipata. Epilogo? Quando pago la multa mi consegnarono la mia cedula e finita lì, con la famosa cedula vecchia da consegnare che a quanto pare, non era più così necessaria. Tirando le somme, molti ma molti minuti tirati nel water.
Mi son perso in questo aneddoto quando mis arebbe piaciuto soffermarmi maggiormente sul sacar el registro ovvero prendere la patente. Qui la patente è la nostra targa, lo scrivo così, per fare un poco di note a margine. Ammetto che al momento di dare il teorico ero abbastanza teso. Volevo la patente il prima possibile al fine di comprare l'auto e iniziare ad accompagnare Silvina al lavoro che col pancione le stava risultando complicato e emolto faticoso. L'esame consiste nel passare da una scrivania all'altra essendo esaminati da impiegati all'apparenza non molto contenti del lavoro e nemmeno molto interessati all'esaminando. Una delle meraviglie della Matanza è che il gruppo sanguigno( che deve apparire nel documento ) è sufficiente conoscerlo, in caso contrario è necessario un certificato, come se, perdonate la malafede, una persona non conoscendolo andasse a farsi fare il certificato, ma questo è il meno.
Io ho avuto la fortuna di incontrare una signora, la impiegata di turno che, al momento dell'esame vero e proprio che è la risposta di venti domande se non erro a scelta multipla con una percentuale minima di successo che è del 75%, mi ha revisionato le risposte correggendo quelle errate prima dare l'invio al fine che il sistema calcolasse le corrette ed evaluasse la mia idoneità. Non male. Le sarò eternamente grato.
L'esame pratico consiste nel parcheggiare la macchina in una via, si sta tutti in coda e si procede per turno, girare attorno a due birilli e ciao. Non dovrei dirlo perchè è come sputare nel piatto ma, la difficoltà dell'esame non si può dire non rispecchi lo stile di guida degli argentini, almeno qui a Buenos Aires.
Credo mi farò un mate. Opto per un mate cocido, ovvero per farla breve un mate in bustina, espressione non corretta essendo il mate come già spiegato mi sembra, il recipiente dell'erba.
Mi stavo dimenticando una cosa, un evento di proporzioni pazzesche.È iniziato il mondiale! Già da un pezzo a dire il vero siccome gli ottavi sono alle porte e l'Italia che strano è già stata mandata a casa senza nemmeno passare il primo girone. Quando mi dissero che qui il calcio è una grande malattia di massa ci ho creduto ma fino ad un certo punto, ossia fino a quando non ha iniziato a giocare l'Argentina il mondiale. Il paese si paralizza. Non un'anima viva per strada o nei centri commerciali che normalmente brulicano. Mia moglie, che lavora in un centro di salute mi aveva addirittura prospettato la possibilità di non andare al lavoro ieri che giocava Argentina - Nigeria (incontro di relativo valore per un'Argentina già pienamente qualificata) non perchè volesse vedere la partita, ma perchè già si prevedeva l'assenza di assistiti al centro che non normalmente ha un discreto flusso essendo un luogo pubblico.La cosa mi lasciò basito, come può esser tanto importante una partita di qualificazione quando la stessa è già stata raggiunta. Non oso pensare se riesca ad arrivare alla finale. Verrà decretato un blocco nazionale di tutte le attività. Chi deve morire vivrà un giorno in più e chi deve nascere lo farà un'altra volta.
Perfetto, ora che è mezzanotte finisco il mate cocido e mi ritiro.
giovedì 3 aprile 2014
Dalla brace alla padella.
Alle 18.20 del 3 di aprile, un giorno dopo la commemorazione delle Malvinas, sto tomando mate scrivendo queste due righe. Questo lunedì, son riprese le lezioni. Specificatamente han "rimosso" il blocco degli insegnanti della istruzione pubblica. Uno sciopero andato avanti un paio di settimane e oltre, in provincia si è dilungato maggiormente, per protestare su un aumento di stipendio. Personalmente mi son trovato un poco in disaccordo con questa politica, a dirla tutta son fermamente contro a questo modo di dover ottener tutto con la forza. Malgrado ciò, sembra ceh la legge del più forte in Argentina incontri sostenitori ovunque, anche dove normalmente verrebbe da supporre che l'arma da estrarre sia la ragione. Già siam stati partecipi dello sciopero della polizia a Cordoba che, a parte il putiferio che si è scatenato (già con le forze dell'ordine all'opera non è pizzi e fronzoli) si è potuto misurare il livello di senso civico della popolazione facendo i mangiacarogne di ciò che lasciavano le bande di ladri entrando e rompendo tutto. La scusa della fame è sempre a portata di mano anche se, verrebbe da chiedersi perchè ci si ritrova sempre affamati alla fine dell'anno e oltre a questo per sfamarsi si ruba televisori, indumenti firmati o casse di birra tanto per restare nel settore alimentizio.
Tornando al paro degli insegnanti, mi ha fatto veramente specie veder tanto disinteresse per l'alunno della istruzione pubblica a discapito del contratto, dello stipendio, quando credo sia la vocazione di sceglie d'insegnare nell'istruzione pubblica, il garantire questo diritto alla gente prima di tutto.
Non è demonizzare e nemmeno invitare a fare gli struzzi o star zitti e portare a casa quello che passa il convento anche perchè, spezzando una lancia a favore del corpo insegnanti una parte del reclamo si suppone fosse per una sorta di sregolata o forse era fin troppo regolata politica di aumento del salario. In parole povere misteri riguardanti persone che da tempo non ricevevano aumenti e altre che fresche fresche di professione questo aumento lo ricevevano abbastanza presto. Il mistero dei concorsi e delle amminiztrazioni pubbliche. Tutto ciò non toglie ugualmente che la tutela del ragazzo che studia, dato che si sbandiera tanto il vessillo dell'istruzione pubblica deve essere la prerogativa, specie quando non ci sarà il recupero dei giorni perduti di scuola.
Cambiamo tema. Allo stesso modo di come ci comportiamo noi, oserei dire che gli argentini hanno approccio piuttosto passionale alle cose, si lasciano trasportare, per questo alcune vicende che toricamente agli occhi di uno straniero come dovrebbere colpire, non lo fanno.
In parte lo avevo immaginato e non era difficile prevederlo. Ultimamente si è alzata una vera e propria caccia al ladro. Io non sono di questa filosofia nonostante brutti pensieri li abbia fatti davanti al chiaro disinteresse delle forze di polizia. Più di un ladro preso con le mani nel sacco è stato inseguito, catturato e linciato. Qualcuno anche ammazzato. E' giusto? E' sbagliato? Non saprei, sicuramente è comprensibile quando il livello di violenza è tale che non è nemmeno sicuro farsi portare a casa da un remis, quando si è un possibile bersaglio ventiquattro ore al giorno e molte volte, dipende sempre dalla zona, chi dovrebbe intervenire lo fa preoccupandosi bene di non sudare troppo.
Forse no, non è giusto questa misura, ma se a fronte ti tanta poca sicurezza gli abitanti son lasciati soli, se la gente soffre di questa emarginazione che deve fare? Uno deve pensare alla propria famiglia e sapre che, se non hanno rubato o ammazzato lui e la vittima è stata un'altra è stata solo fortuna. Non hanno estratto il suo numero. E non è così che deve essere.
Ritorniamo sempre alla legge del più forte. Di buono c'è che gli amanti del far west possono godere di vivere in diretta e in forma attualizzata le loro avventure tanto amate senza dover aspettare le passino in televisione.
L'acqua si sta raffreddando. Dovrò scaldarla un pochino. Mi son dimenticato di mangiarmi una medialuna. Qui si chiamano così i cornetti, che son più piccoli, burrosi e ricoperti di glassa dei nostri. Non sono male, ma io preferisco la nostra cara brioche. È uso accompagnare il mate anche con facturas che ho comprato pure quelle, una sorta di mezza via tra paste e tortine che posso variare da quelle alla frutta o alla crema, avevo già scritto che gli argentini son tremendamente golosi? Di certo un punto a favore di questo popolo è la voglia di godersi la vita, anche troppo. Non è raro sentire a notte fonda un chiasso totale in strada tra gente gente che grida, auto che strombazzano e autoradio a tutto volume.
Bene bene, ora termino qui.
venerdì 14 marzo 2014
Piango per te Argentina
Quasi non credevo di tornare a scrivere.
Son successe parecchie dal black out, in parte ho avuto molti impegni di lavoro e cose varie che mi han allontanato un poco.
Siam addirittura stati nella sierra cordobesa, precisamente a Mina Clavero per passare qualche giorno di relax. Sicuramente consigliabile questa cittadina che cresce sopra il corso di un fiume balneabile in diversi punti. Un posto ricco di vita e piuttosto piacevole, da gustare senza la folle paranoia di girare con sei paia d'occhi per la strada o gestire un locale con un commando armato nascosto nel ripostiglio, perchè non si sa mai.
Nel mio locale ad oggi son entrati tre volte e sempre con un oggetto simpatico in mano. Oggetti che fanno boom.
Quello che mi ha spinto a tornare all'attacco son gli ultimi accadimenti qui in Argentina. Cose alcune talmente drastiche e assurde che nell'estremo della situazione fan quasi ridere persino le vittime.
Partiamo da questo caso, che è veramente da olimpo. Da poco ascoltando la radio, questa mattina stessa, han passato un accadimento abbastanza ordinario parlando della cronaca quotidiana argentina. Un furto. Un tipo entra in negozio di fotografia, ruba cassa e materiale e se ne va. Fino a qui il tutto segue una certa coerenza, seppur drammaticamente. Per fortuna nessuno si è fatto male. Qui succede pure che ti punatno l'arma dicendoti dammi la moto, tu gliela consegni con tanto di portafoglio e questi prima di andarsene ti tirano lo stesso due colpi. Questo è successo se non ieri l'altro ieri. Bene, anzi male, continuiamo. Il tipo ruba e se ne va. Lo polizia lo prende con le mani nel sacco. Il giorno dopo il tipo è di nuovo in strada, il pomeriggio va dal fotografo e gli chiede un indenizzo perchè la polizia lo ha maltrattato per il furto perpetrato, ponendosi pure a negoziare su quanto doveva dargli, senza considerare che il giorno prima gli ha fatto fuori la cassa, soldi che ovviamente al commerciante non sono tornati. Morale della favola, il fratello del fotografo mi pare lo abbia spedito non proprio bene. Il bello, lo stupendo viene ora. dalle dichiarazione della polizia non han potuto detenere il ladro per elementi insufficienti. Ribadiamo che lo han preso con le mani nel sacco. Questi elementi insufficienti parano sul fatto che l'arma non era in gado di sparare di consguenza pare non ci sia stato dolo. Mi viene da pensare che, di conseguenza, siccome uso una pistola ad acqua posso rubare dove voglio dato che non posso ammazzare nessuno. Ripeto, son dichiarazioni della polizia.
C'è poco da stupirsi. Solo ieri sempre alla mattina han passato la notizia di un ragazzo freddato da due tipi davanti a casa nel tentativo di rubargli macchina e soldi. Epilogo, lo hanno ammazzto andandosene senza rubare niente, avvolgendo l'arma in una maglietta e ridendosela tranquilli per la strada, con tanto di filmati di una camera. Poco prima del servizio relativo al fatto solo a due isolati di distanza han derubato una tipa che era con la figlia piccola. Uno dice, va alla polizia. Un buon primo passo sarebbe che l'autorità ti desse importanza, perchè succedde abbastanza frequentemente che uno si lamenti, uno segnali e come risposta il vuoto assoluto, se non che mancano pattuglie. Caso strano, dopo un atto efferato, con calma per carità, iniziano a sciamare pattuglie a garantire che tutto sia in ordine.
Non è un attacco alla polizia. Non mi metto a fare politica, però, come residente argentino, mi permetto di unirmi al coro di coloro che reclamano un cambio, ma neanche un cambio, una competenza maggiore nel sistema giudiziario. Non capisco come ci si possa lavare le mani di tutto. Il coraggio di lasciare la gente in mano a delinquenti ben consapevoli che posson fare quello che vogliono.
Non esistono colpevoli questo è il dramma. L'altro giorno dei manifestanti ha bloccato un ponte, un tipo con la moto volendo passare per raggiungere la moglie incinta all'ospedale, lo han pestato e tirato dal ponte, un ponte cittadino e di certo non molto basso. Ancora mi chiedo come abbia potuto rimanere vivo. Maggiormente mi domando sul senso di pudore della persona al quale fa riferimento questo blocco dato che diverse magliette e slogan incitavano il suo nome. E' quasi simpatico come si possa rispondere a una richiesta di spiegazioni che, probabilmente, anzi sicuramente la colpa è di qualche sconosciuto della villa (le zone più povere e normalmente più pericolose. Spesso ottimo capro espiatorio per pararsi il cul...ehm...) che infiltratosi furtivamente lo han malmenato e gettato dal ponte. Le immagini son chiare, ci son circa esageriamo cinquanta persone dove un nucleo interno di dieci o quindici individui stan pestando e già che ci sono diciamo pure rubando questa persona. Ora facciamo un poco i conti su cinquanta mettiamo anche solo dieci e non in separata sede ma dentro la folla stessa stan picchiando un tipo e nessuno si accorge di niente. La persona di referenza dice che loro non fanno azioni violente. Le autorità e non parlo del poliziotto stipendiato che non vale un tubero, ma di gente che lavora in un ufficio in costosa giacca e cravatta, tuttavia non ha trovato a chi dare la colpa o almeno a tracciare una direzione per stabilire una responsabilità, perchè ad ora la colpa è del tipo. Un poco come la vecchia storia che se ti rubano il televisore al plasma da 2.000 euro poi son cazzi tuoi perchè nessuno te lo ha fatto fare di cambiare il vecchio televisore a valvole.
Qui succede pure che se ti lamenti della poca se non assenza di sicurezza, capace che ti rispondano a furto fatto che almeno sei ancora vivo.
Ora, voglio chiudere con una buona notizia, così, solo per non parlare di cose tristi. A luglio saremo uno in più in casa. Effettivamente già lo siamo, ma a luglio lo saremo del tutto. E' magnifica la sensazione di una famiglia. Ebbene sì! Arriva Vicente Libero. Ancora mi ricordo la emozione provata con la prima eco, quando si ha potuto ascoltare per la prima volta il battito di un cuore tanto piccolo.
E' già stato in viaggio, ancora prima di nascere. Chissà come avrà vissuto la sierra cordobesa da dentro la pancia. Stan passando i Metallica per radio, che voglia di tornare a veder un bel concerto metal. C'è tempo. Ho imparato che c'è tempo. Volevamo andare in vacanza in Italia quando arrivi l'inverno, l'inverno locale, ma proprio per questa stagione così fredda va a nascere il bebito così mi pare passeremo le vacanze cambiando pannolini! Già non vedo l'ora di poter raccontare favole.
nicchia scavata da fiume che si getta dentro a cascata formando un bacino d'acqua. Come una grande vasca che al massimo raggiunge il petto. Non c'è bisogno di dire che l'acqua è piuttosto fredda ma la sensazione è rigenerante. Si ha il sentore di essere dentro alla terra, lo stesso che si prova quando ci spinge a fondo in una grotta. Eravamo come in ventre di pietra. Fantasico veramente. L'ingresso stesso è un piccolo pertugio raggiungibile salendo per alcune pietre sovrastanti la parte del fiume che segue sotto. Non è certamente un modo sicuro di entrare, perchè le pietre bagnate son scivolose e la caduta non penso dia grandi garanzie di rimane vivi. E'un fiumiciattolo di montagna, di quelli che si snodano tra meandri pietrosi. Belli e fatali. Silvina non è potuta entrare, non tanto per l'impedimento della pancia che le avrebbe consentito senza problemi l'accesso quanto per il rischio che scivolasse o si colpisse anche solo dentro la grotta.
E' molto affascinante perchè non è per niente visibile, la scoprirono per caso e si raggiungere percorrendo un sentiero tracciato tra la vegetazione della sierra cordobesa. Mi piacerebbe un giorno tornare in quelle zone ma con una macchina propia. Così da potersi fermare e gestire come si vuole il tempo da dedicare alla nostra giovane vita di esploratori!
Alla prossima.
martedì 3 settembre 2013
Nella Steppa
E' passato molto piu' tempo di quanto immaginassi dall' ultima volta che ho scritto.
Nel frattempo sì, mi sono sposato. Esattamente come già annunciato il 16 di agosto al registro civil di San Justo. E' stato un bel giorno, nonostante la discutibile competenza dei preposti che, dopo il volermi sposare con mia madre che, anima sua, è defunta da qualche anno, hanno sbagliato a scrivere il cognome della stessa nell'atto e qui ci può stare perchè mettiamo che fosse scritto male nella richiesta di matrimonio però, che vadano a sbagliarlo nel rettificarlo dopo che lo facemmi notare non mi sembra una grande pubblicità alle istituzioni locali.
Ma ora lasciamo indietro il registro civil dove, ahimè dovrò tornare giovedì, per seguire con faccende più piacevoli finchè si potrà. Stiam progettando l'apertutra di una gelateria che dovrebbe essere imminente e non credo avrò molto tempo e voglia da dedicare alla rete in seguito, ma non disperiamoci.
Questo fine settimana, esattamente domenica, siamo tornati dal nostro viaggio di nozze. Una luna di miele patagonica trascorsa nel Chubut, uno degli stati meridionali dell'Argentina. Uno stato costiero e di conseguenza con un clima abbastanza buono. Al nostro arrivo faceva anche abbastanza caldo, frutto di un inverno che in questi ultimi giorni mostrò un volto piuttosto primaverile. Domenica pomeriggio a Buenos Aires facevan ventisei gradi.
Abbiam viaggiato di notte per arrivare a Puerto Madryn nel primo pomeriggio e salire su un altro autobus alle 16.00 che ci trasportò a Puerto Piramide. Puerto Madryn è un piccolo centro costiero che a dirla tutta mi apparve un pò grigio. Non abbiam visitato la spiaggai che non nutro dubbi sulla sua attrattiva dato che la maggior parte della gente si ferma a Madryn e alloggia lì, diciamo pure, cuore della logistica turistica. C'è la possibilità di effettuare parecchie escursioni e organizzare pacchetti che son anche vantaggiosi perchè molte zone non son raggiunte da autobus e non son proprio a breve distanza, risultato ho si ha un mezzo proprio o qualcuno ti ci deve portare. Lo stesso vale per le escursioni nella Peninsula Valdes, dove è sito Puerto Piramide. Più che una penisola è un isolotto collegato alla costa tramite l'Istmo Ameghino. Come una goccia di terra che tuttavia non si è staccata. Da Puerto Piramide non parte nulla di organizzato, almeno in questo periodo dell'anno che ancora è in media stagione, bisogna o mettersi d'accordo con'agenzia di Puerto Madryn se una persona sta alloggiando a Puerto Piramide e farsi passare a prendere già che tra i due paesi ci son 100km di distanza e il collegamento autobus non copre tutta la giornata senza considerare che alcuni orari son coperti a giorni alterni e il fine settimana da Piramide a Madryn si ha servizio solo alle 18.00. Questa è una cosa che non capisco perchè, suppostamente il fine settimana è il giorno di maggior richiamo anche perchè, Puerto Piramide vive in funzione del turismo e allora che fanno? Riducono il servizio.
Puerto Piramide il primo giorno che si arriva, specie fuori dalla stagione alta dove non tutti i servizi funzionano a pieno regime perchè a dirla tutta, la prima impressione che ho avuto è che i soldi, li hanno i gestori delle varie strutture che per la maggiore è gente di fuori che ha investito denaro nel luogo, dicevo in ogni caso, la sensazione è di un luogo abbandonato, sperduto, isolato. Un piccolo paesino costiero dimenticato dal mondo. Un'oasi tranquilla. Quello che certamente cercavamo. Scendere verso la spiaggia e già veder in lontanaza le balene rivoltarsi fu una'accoglienza decisamente gradevole.
Questo è il motivo che rende Puerto Piramide così scelto dal turismo. L'avvistamento delle balene che, fortunatamente ora è ben accessibile e si può godere dell'uscita in mare senza fare le sardine nella lancia per l'affollamento. La balena franca australe, che inizia ad arrivare da giugno è molto socievole e curiosa. Non è raro veder mamma è balenotto, a volte nati appena da pochi giorni che si avvicinano per fare amicizia. Questo atteggiamento purtroppo ha avuto il suo lato oscuro perchè proprio questa tendenza amichevole l'ha portata ad esser una più che facile preda per i cacciatori.
Di certo non è l'unica cosa che può offrire questa zona. Addentrandosi maggiormente all'interno della penisola, attraversando la steppa patagonica in strade sterrate si possono fare incontri simpatici con la fauna locale. Non è raro veder nelle vicinanze della carreggiata tra un cespuglio e l'altro un zorrino o un armadillo peludo, il primo è come una piccola puzzola rossastra e il secondo è un armadillo però peloso e molto carino. Altre specie son guanachi e, ora non mi sovviene il nome locale e lo chiamo col nome brasiliano che sarebbe ema, ovvero una sorta di piccolo struzzo. Ci sono anche pecore perchè è una zona di pascolo. Tutto il territorio è privato, lo stesso scendendo dal Rio Negro che è lo stato a nord del Chubut. Immensi campi di "niente" tutti figli del latifondismo. Frutto delle concessioni effettuate a suo tempo dal governo autoproclamotosi possidente e quindi riservandosi il titolo di distribuire la terra a chi volesse esserne "proprietario", senza considerare chi già ci viveva ancor pirma dell'arrivo dell'uomo bianco.
Continuiamo. Raggiungendo la costa est ci siamo imbattuti in colonie, ancora ben poco numerose, di elefanti marini sollazzati a riva. E' fuori discussione l'accesso alla spiaggia e con ragione, però la vista, sebben dall'alto e un poco distante è ugualmente buona, inoltre permette di perdere lo sguardo verso l'infinito. Che poetico no?
Perfetto, ora che credo andrò a pagare un poco di bollette.
venerdì 9 agosto 2013
Amaicha
| Museo della Pchamama - Amaicha Del Valle |
Per una volta, o almeno per questa volta, abbandoniamo un momento quello che succede ora, per far un salto a qualche mese fa. Qui siamo nel nord, a Tucumán, per la precsione ad Amaicha Del Valle, nella sierra a ovest di San Miguel de Tucumán, la capitale della provincia.
Non che non ci sia da raccontare. Di cose ne son successe e anche troppe. Solo in questo momento passan notizie di una poliziotta uccisa nel tentativo di rubarle l'auto. Nella sparatpria è rimasto ferito un criminale, lasciato poi a morire davanti un sentro di salute. Un paio di giorni fa a Rosario è esplosa una caldaia e le vittime accertate sono una decina più una serie di scomparsi. Gli incidenti stradali e le sue vittime son all'ordine del giorno e quant'altro. Il figlio di un poliziotto ha sparato ad una donna incinta tanto per fare, così ha ammesso, perchè gli girava male.
Quindi di cose ce ne sarebbero a iosa.
Potrei raccontare di cosa può comportare rivolgersi ad una struttura sanitaria pubblica per l'impossibilità di ricorrere ad una obra social, ma no. Oggi guardando un poco di foto mi son ricordato di questo luogo.
Quello che sta nella foto è il Museo della Pachamama di Amaicha. Museo e centro culturale e di ristorazione.
Il museo nella stagione alta deve sicuramente ricevere molte visite considerata la grandezza del bar che sicuramente offre servizio ristorante. Amaicha come paese non ha molto da offrire. A livello turistico ovvio. Se non la favorevole posizione geografica per raggiungere le rovine di Quilmes. La vecchia città dove fu costretta all'esilio questo popolo che, se non ricordo male, sarebbe il popolo originario argentino. Di certo, fu un popolo che resistette all'ultimo alla colonizzazione e continuo la sua vita nel lontano nord dopo un esodo lungo una mezza Argentina, da Buenos Aires a Tucuman.
A parte questo Amaicha non offre nulla. Tutto in termine turistico ovvio. Io ad Amaicha ci vivrei. Partirei domani. sarà proprio per questo, perchè non c'è niente. E' una paesino sperduto nel deserto del nord. Uno dei tanti insediamenti nel vasto e arido nord. Il territorio è brullo, costellato di cactus a oltre 2000m. di quota.
D'estate il sole è senza pietà e non proteggersi può esser molto pericoloso. Si ha un gran senso di abbandono, un luogo dimenticato. Desolazione. Però un poco come in ogni dove, dove pare ci sian più problemi più povertà o tutto quello che ci allontana dalle comodità di tutti i giorni, incontriamo l'anima popolare, il folklore vero e non quello che richiede di un biglietto d'ingresso per vederlo nel famoso locale nel centro di una città. Ovviamente con tutti i costumi, pizzie e fronzoli del caso. Folklore naturale e spontaneo e non show. Io son legato ad Amaicha per diversi motivi. Lassù conobbi Silvina. Però a parte questo rimasi affascinato. Lontano dalla follia cittadina. Ramos come luogo è sicuramente meglio di tanti altri. Ugualmente questo non lo esenta dal secondo sport nazionale argentino. Attacarsi al clacson. A volte verrebbe veramente voglia di mettersi alla finestra e sparare di sotto. Peccato che non ho porto d'armi e son contro la violenza. Così mi limito a tirar solo accidenti contro tutta questa fretta, questa premura sregolata, arroganrte, prepotente e senza senso.
Ora che mi ricordo ho accennato solo al Museo de la Pachamama. Ci siamo andati il primo giorno io e Silvina. Giunti casualmente nello stesso omnibus e alloggiati nello stesso ostello. La struttura è molto bella e ci son sale con quadri rappresentanti la cultura india e vari oggetti. La cosa non molto bella è che praticamente tutto una riproduzione e di orginale non c'è quasi nulla. Salvo i quadri di questo pittore ma questo è un altro discorso. Un poco come un piccolo parco itinerante.
Per quanto possano parlare di Quilmes e delle sue rovine, delle origini e tutto il resto, delle rovine di Quilmes, de las ruinas è rimasto ben poco se non meno di visibile. La maggioria è stato tutto rubato e finito nel mercato nero. Questo a monito dell'amore e della tutela dei beni nazionali. Saramago aveva scritto in Viaggio In Portogallo che il patrimonio culturale, se non tutto, almeno in una parte, andrebbe preso e messo in una teca così com'è e messo al sicuro.
In Italia siam piuttosto abituati a queste cose. Di buono c'è che le rovine sono in buono stato. Non c'è rimasto praticamente niente e la pianta bassa è stata in diversi e buoni punti recostruita ma, la parte alta versa ancora nel suo stato originario (non so se dire più o meno, ma in fondo un poco di manutenzione male non fa no?) a ridosso del monte.
Raggiungerla significa due cose: andarci in remis (una sorta di taxi) e meglio se in gruppo che si spende un pochito meno nonostante sia comunque un pochito caro ma neanche tanto in fondo, col vantaggio però di esser condotti davanti all'ingresso delle rovine e esser riportati indietro; optare per la soluzione più economica dell'omnibus che lascia all'imbocco della strada per le rovine. Quattro chilometri o cinque non ricordo bene, ad arrostirsi sotto un sole implacabile che non chiede scusa a nessuno, nella polverosa e desertica aridità del Tucumán, circondati da cactus, piante secche, pietre, polvere e completamente soli.
Bene bene, Silvina sta cucinando. Il Racing ha appena perso in casa contro il San Lorenzo. Ora gioca il River contro il Rosario Central.
Oggi ho ritirato gli esami prenuziali. Lunedì consegneremo il tutto in vista di venerdì.
martedì 6 agosto 2013
Knock Out
Sicuramente, come ho già scritto e riscritto. tutto ciò che è amministrazione pubblica, qui, significa brividi gelati lungo la schiena. Appena ci si trova in necessità di sacar el turno inizia l'emicrania.
Eppure c'è un eppure. Oggi mi son recato al RNR che è l'ufficio dove si può far la richiesta di certificato penale argentino. Inutile dire che tutto è iniziato in modo abbastanza scomposto e poco chiaro. per fortuna, un poco perchè la gente non è come a San Justo che ognuno deve chieder personalmente informazioni per ogni granello di polvere che sta in strada col risultato di: Intasare già una situazione gravemente congestionata; sentirsi rispondere che l'ufficio giusto è quell'altro in tale strada.
Io il certificato l'ho richiesto a Morón, più che altro per ragioni geografiche, col treno in una decina di minuti si raggiunge bene.
Ho fatto la mia coda che, una volta compostasi ordinatamente in pochi minuti è defluita e ho potuto sbrigare la pratica piuttosto velocemente.
Perfetto. Che c'è di strano? Che quando ho chiesto se dovevo tornare per ritirare il certificato che, volendo lo rilasciano in sei ore, pagando ovviamente una somma maggiore, dicevo, quando ho chiesto se dovevo tornare il tipo mi ha detto "Lo scarichi da internet" .
Quando me lo ha detto non ci ho creduto. Dentro di me mentre attraversavo la strada pensavo Argentina-Italia 10-0. Per quanto ne sappia io, ed internet non ho trovato informazioni a riguardo, in Italia in questo siamo ancora rimasti a Vittorio Emanuele. Una persona va a far richiesta e può comodamente scaricare il certificato dalla rete. Aspetta e spera.
Se penso che dopo tre o quattro giorni che, ora più che mai hanno il peso dell'oro avendo il visto che mi scade i primi di settembre, ancora non ho inviato niente perchè non son riuscito ad ottenere informazioni precise onde evitare spedire qualcosa di non valido. Ho contattato la procura di Modena e, dopo un paio di e-mail che han avuto come risultato il dover telefonare perchè dare un paio d'informazioni precise evidentemente è lavorare troppo. Perfetto, vado in posta per fare un vaglia e mi dicono che dall'Argentina non si fanno vaglia per l'estero. C'è il servizio Western Union. Che faccio? Chiamo gli uffici della procura e, dopo aver dovuto parlare con tre persone spiegando ogni volta il problema e chiedendo un'alternativa, una soluzione e la soluzione era di dover "chiamare domani perchè c'è la mia collega". Caliamo un velo pietoso sulla seconda persona con cui ho parlato che era una povera anziana che per me l'han messa al telefono o per castigo o per scherzo, siccome neanche sapeva di stare al mondo.
Alla luce di tutta questa meravigliosa assistenza spulcio un poco nella rete e vedo che nel sito degli uffici giudiziari di Genova c'è la possibilità di sbrigare il fattore pagamento con Money Gram. Meraviglioso! Ho pensato. Scrivo subito una e-mail spiegando il tutto, che mi devo sposare, che ho bisogno di questo certificato per ottenere la residenza ecc. ecc. Mi han risposto? No. Oggi ho scritto nuovamente, però all'indirizo alternativo, sperando bene. Altrimenti spedisco e buonanotte.
Come può essere che un cittadino italiano abbia così poca assistenza o che se la debba sudare quando si trova all'estero e ha bisogno di un foglio di carta? Perchè il certificato penale è fisicamente un foglio di carta con scritto che Tal Dei Tali è uan brava pesrona. Niente di più, niente di meno.
Chiudo qui, con tanta amarezza.
giovedì 1 agosto 2013
Nuovi orizzonti
Oggi stavo ascoltando, per la precisione qualche minuto fa Argentina di Francesco Guccini, lo scrivo in grassetto perchè oltre ad esser un grandissimo autore, è della mia terra.
Dall'altro lato dell'oceano cerco di vedere, di cogliere sotto una prospettiva diversa il sogno argentino che si può vivere o cercare in Italia guardando verso fuori. Quando ero più giovane l'Argentina non era minimamente nei miei pensieri, quando sognavo di viaggiare ed esplorare il mondo. Eppure nel corso degli anni ho preso diciamo pure consapevolezza che, volenti o nolenti l'Argentina ha valore speciale per gli italiani, ma più che altro per l'oggetto "italiano". Credo sia sato per la forte emigrazione verso questo grande paese, migrazione che ha creato come un vincolo, un legame, un collegamento che ancora oggi s'intreccia e lega indissolubilmente questi due paesi. Non ho conosciuto poca gente qui in questi pochi mesi e parlando con persrone di pelle più chiara, non dimentichiamo che la colonizzazione si suppone terminò piuttosto recentemente, quasi la maggior parte di queste hanno parenti italiani, e non si tratta di generazioni, ma dei nonni se non dei genitori. C'`un grande rispetto per l'italianità. Un amore per la famiglia e come un senso di comunità. Ci son diverse associazioni di itliani qui. Una, quella di Morón, che è piuttosto vicina a casa mia, sta in piedi da circa centoquaranta anni, eppure ancora non l'ho visitata, perdendo tutti i consigli che una comunità da tanto radicata potrebbe darmi.
Non so, son fatto così. A metà agosto mi sposo e ora sovviene il tema della residenza. Non sarà semplice immagino, questo perchè ci son documenti che devo farmi spedire dall'Italia, per la precisione il certificato penale. Ero partito dal bel paese con questo documento però ne fui derubato e amen. Per il resto mi manca il certificato penale locale che lo otterrò facendo richiesta, credo, direttamente all'ufficio di polizia e ovviamente l'attestato di matrimonio.
Una trovata molto buona per spillare un poco di soldi è questa della traduzione dei documenti mediante un collegio selezionato dal governo argentino e successivamente legalizzato in separata sede.
Non vedo l'ora che tutto sia finito. Costa parecchia energia e mi sento un poco con le mani legate per via di documenti che mi mancano per una assuznione in regola e per tutti i vari ostacoli burocratici che a volte possono esser snervanti. E' necessario armarsi di buona volontà, pazienza e fede quando si deve passare per uffici amministrativi, che si tratti di servizi consolari o locali. Questo perchè? Perchè nonostante siano servizi bene o male complementari o, diciamo pure cugini, uno a Migraciones ci va perchè è straniero e ugualmente si rivolge al suo consolato come ent di riferimento, dicevo, nonostante questo, c'è un poco di nebbia quando si tratta di informazioni o atti che escono dalla sfera di competenza dell'ufficio interessato.
Quando fui a Migraciones sentii dialogare due italiani, un anziano ed una signora ben più giovane. Suppongo la figlia e il padre che, pensionato, vuole raggiungere la figlia. L'uomo lamentava del fatto di una informazione scorretta o incompleta ricevuta dal consolato per quanto concerne un tramite (così son come si chiaman tutte le scartoffie e documenti vari da fare nell'ambito della burocrazia) inerente la residenza. In parole povere si è rivolto al consolato e gli han detto che gli serviva solo "questo e questo" e, giunto a Migraciones immancabilmente si è sentito dire che "no!" gli serviva altro.
Abbastanza normale e abbastanza italiano penso. Dal mio canto quando chiesi come ottenere gli antecedenti penali del mio paese mi han spedito al consolato, anche se, a dirla tutta, già mi ero informato e sapevo che per ottener questo tipo di documento è necessario far richiesta diretta ad un ufficio della Procura dell Repubblica. Mi son voluto togliere il dubbio e son andato al consolato, dove il ragazzo che mi ha atteso aveva un italiano che sembrava migliore di quello della ragazza dell'altra volta. Ha anche parato di più lui ad esser onesti.
Ho inviato oggi stesso una e-mail alla procura di Modena. Sono in contatto anche con la banca. la carta di credito tarda eccessivamente. Questo non mi piace e non sono contento anche se, dando a Cesare quel che è di Cesare si stan mostrando disponibili nella banca di Pavullo. E' ovvio che non dipende tutto da loro, essendo il servizio emittente la carta di credito un altro. Ugualmente mi sta creando problemi.
In progetto abbiamo di aprire una gelateria con due amici di Silvina, son due persone a posto e il fatto che non possa aver accesso al mio denaro complica un poco le cose. Mal che vada scriverò alla banca per vedere come fare. Mi servirebbero circa €4.500 o poco più, che bene o male è quanto mi resta.
Le cose si stan un poco complicando ma speriam in bene, speriamo nel futuro. Non possiamo fare altrimenti.
E' una giornata uggiosa, la temperatura negli ultimi giorni si è alzata però oggi, questa mattina, ha piovigginato e il cielo è ancora coperto. Pare che ora si stia schiarendo un poco ma non mi fido molto.
Lasciando un paio di righe come chiusura, aggiorno un po' la situazione di Buenos Aires. Han inaugurato da poco un nuovo metrobus, che non è altro che una corsia preferenziale per alcuni colectivos, una linea, una corsia che viaggia, questa nuova, in senso opposto al traffico nella 9 De Julio, la grande avenida che passa per l'Obelisco, così, per dare un riferimento. Precedentemente c'era solo il metro nella Juan B. Justo, che tipicamente si usava pre prendere il 166, colectivo piuttosto comodo per spostarsi da Palermo verso l'ovest. Il vantaggio del metrobus, e mi chiedo come mai ci sian solo due linee e non ne facciano una in Rivadavia che la grande strada di comunicazione con Buenos Aires, parte da Plaza De Mayo praticamente, il cuore del centro porteño, e si spinge verso il lontano e sperduto ovest della GBA Oeste, ovvero la Gran Buenos Aires Ovest (se non erro arriva oltre al civico 28.500), dicevo, il vantaggio del metrobus è quello di tagliare il traffico, viaggiando per una corsia preferenziale e, dato il flusso e la congestione che subisce l'intera rete stradale ad alta concentrazione di Buenos Aires quotidianamente, di certo porterebbe a mio avviso solo benefici.
Però gioiamo! Han inaugurato due o tre, non ricordo bene, stazioni nuove del Subte, la metropolitana. Si tratta della B, che passa per Corrientes, un'avenida centrale che parte pure essa bene o male da Plaza De Mayo che però non segue oltre la Capital Federal, almeno penso, non sono ancora informatissimo sulle reti stradali, ma poco importa. Indubbiamente ci son state proteste.
Il clima si sta arroventando, questo perchè le elezioni sono vicine. Il non poter votare ammetto che da un lato mi sta bene. Mi sarebbe piaciuto votare qui in Argentina. Nella mia ignoranza di italiano che va all'estero non pensavo di arrivare quasi a rimpiangere il modus operandi della nostra politica. Trovo che la campagna poltica qui, almeno per ciò che vedo ora, abbia profilo professionale npn alto quanto meriti. bene che son le primarie e la presidenza si decide nel 2015, però mi aspettavo qualcosa di più che farsi vedere sorridente col bambino, slogan da bar come io sono meglio di te, con riferimenti precisi a cose e persone, ovvero... più importante che il piano politico in piazza quello che predomina è che io son meglio di lui o di lei. In questo caso di lei, di Cristina. Mi sembra di cattivo gusto un manifesto che dica "O lei o te, noi stiamo con te". In ogni caso sempre meglio del tipo che in campagna elettorale va fare il pirla in televisione atteggiandosi a supersimpatico. Mi viene da pensare a quanta credibilità possa ottenere. Credo che l'Argentina versi nella critica situazione di un paese senza persone "forti", senza figure carismatiche idonee a prendere le redini del paese nel 2015. Il Kirchnerismo, almeno quello di Cristina è al termine. Per quanto se ne parli e ci si possa lamentare è un fatto che Cristina Kirchner sia una figura di grande carisma e che, il da molti compianto Néstor tirò fuori dal fango un paese distrutto dalla selvaggia e pregiudicata privatizzazione a tutta forza.
Solo parlando l'altra notte, a fronte della mia sorpresa di come non ci sia una rete ferroviaria nazionale adeguata al grande trasporto, ma solo innumerevoli compagnie di omnibus, che sarebberp le corriere, alcune dotate di ogni comodità possibile, mi han risposto che le ferrovie che univano il paese son state in gran parte eliminate tutte per un gioco d'affari con varie compagnie e vari impresari. Risultato la scomparsa di parecchie paesi che dall'oggi al domani si son trovati privati di un'importante linea di comunicazioni.
Non so, più che di riferire ciò che mi dicono non so. Di certo, le ferrovie mancano e prendere un treno per uscire da Buenos Aires può esser molto più avventuruoso di quanto ci si aspetti, e mi riferisco solo al biglietto.
Perfetto. Credo sia ora dei saluti.
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